Cinema
Con riguardo all’arte cinematografica, sono da segnalarsi
almeno due
film in cui compare S’Archittu.
Il più recente è della regista Lina
Wertmüller. S’intitola Notte
d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di
basilico,
ed è uscito nel 1987. Il film mostra i nostri luoghi solo
nella scena
iniziale: si apre infatti con un’inquadratura della 'Balena',
della
durata di circa dieci secondi.
Il
secondo film in questione ci interessa maggiormente, perché
S’Archittu,
pur comparendo solo nelle scene finali, ha questa volta un ruolo
determinante nella storia.
Si tratta di un vecchio film di fantascienza del 1966 (a colori), del
regista Piero Francisci, che s’intitola 2+5
missione Hydra.
Il lungometraggio, della durata di 92 minuti, è uscito anche
negli
Stati uniti, nel 1977, con il titolo Star Pilot.
La trama consiste nella storia di alcuni scienziati che vengono rapiti
da un gruppo di alieni e trasportati nel pianeta Hydra, da cui questi
provengono; quando riescono finalmente a rientrare sulla Terra, la
trovano distrutta da una guerra atomica, e decidono di ritornare a
vivere definitivamente su Hydra. Questa meta finale è
rappresentata
proprio dalle immagini dell’Arco e degli isolotti.
Negli scogli dai quali si arriva alla Spiaggetta dell’Arco
è possibile
ancora oggi vedere una piattaforma in pietre e cemento, che fu
costruita in occasione delle riprese del film per posizionare le
macchine da presa.
Poesia
La letteratura s’archittese ha avuto un illustre esponente
nel poeta di
Santulussirgiu Giovanni Corona (1914-1987), che trascorreva a
S’Archittu diversi mesi all’anno.
Tra i suoi componimenti dedicati a S’Archittu ne
ricordiamo
qui uno, particolarmente interessante per la vicenda che lo ha
ispirato. Si tratta di una poesia che esprime il rammarico
dell’autore
per la cessione, da parte dei padri Gesuiti, di una loro casa che si
trovava di fronte a quella che ancora oggi è chiamata la
'spiaggia dei
preti', e che è stata trasformata dal nuovo proprietario in
locale
notturno. L’episodio risale agli anni sessanta.
Il componimento, fortemente evocativo, è incentrato
sull’accostamento
tra le immagini contrastanti del silenzioso luogo di meditazione che
esisteva prima e del movimentato ambiente mondano che ha rapidamente
invaso le stesse strutture.
La poesia, che s’intitola Candele pizze
suoni...,
è stata composta tra il 17 e il 18 luglio del 1977, ma
è stata
pubblicata postuma nel 1988, nel libro Richiamo
d’Amore,
stampato dall’editore Ettore Gasperini di Cagliari.
Vi proponiamo qui alcuni stralci, tra i più significativi,
tratti dal
lungo componimento (di cui consigliamo ovviamente la lettura integrale):
«Non rimane alcuna traccia
del nostro destino d’ieri
a testimoniare il caduto
nella presenza d’adesso
(...)
Questa era la casa dei
preti
Questa era la spiaggia de sos paras
Dove vivono dove nuotano
(...)
Questa penombra
questo incendio
sonoro di luci
forse lontani
dal meditare
preghiera».
Di Giovanni Corona esiste anche una seconda raccolta, pubblicata nel
1993, che s’intitola
Sassi della mia terra.
Pittura
Concludiamo questa breve rassegna occupandoci di arti figurative.
Proponiamo qui di seguito alcuni quadri, realizzati con tecniche
diverse, che rappresentano i luoghi S’Archittesi.
Testo
di Daniele Marongiu
Novembre 2001, genaio 2003, settembre 2005.
Indirizzo di posta elettronica:
Si ringrazia Patrizia Cau (in arte Trizha) per aver
gentilmente concesso la riproduzione del suo quadro.
A cura del Centro
Studi S'Archittesi "Coracodes"
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